Territorio

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Le tre ville di Picenze: Petogna, Villa di Mezzo e San Martino si adagiano su un altopiano Monte di Picenze culminante con la cima Croce o Crocetta (1327 m) che prende il nome dalla croce in ferro posta alla sommità e dalla cima di “còllë rotónnë” Colle Rotondo (1403 m) così chiamato per via della forma tondeggiante; le due cime sono il contrafforte della retrostante catena del Gran Sasso.
Dall’altopiano di Picenze verso le tre località ci sono una serie di valloni: “màllë màrra” a confine con Pescomaggiore, la “vàllë ràna” al centro e la “vàllë d’ju laghìttë” Valle del laghetto a confine con Poggio Picenze.
Di fronte alle tre ville si trovano le montagne del Sirente e la sottostante piana media Valle dell’Aterno.

Cartografia_Picenze

Per raggiungere la cima della  “crócë” Croce o Crocetta (1327 m)

Crocetta Picenze

Dalla frazione di Petogna si può imboccare una via campestre che si insinua nel vallone chiamato “màllë màrra”, che per un tratto segna il confine comunale fra L’Aquila e Barisciano. A circa quota 747 si trova un bivio che a  sinistra porta verso il territorio di Pescomaggiore, a destra porta verso la chiesetta di San Valentino ed il bosco omonimo. Oltre il limite del bosco di San Valentino, si estendono i coltivi e più a monte si trova la località detta “lë prètë dëll’òvë” (nelle cartografia IGM è denominata Predi l’Uovo),  per la presenza di roccioni calcarei, di color bianco che sembrano delle uova.
Una seconda mullatiera proviene dalla frazione di Villa di Mezzo si dirige versa il crinale delle ”canëpìnë” (sulla cartografia IGM come Canepine), chiamata così per un tempo era un terreno dove si coltivava la canapa. Verso est si trova un altro crinale indicato sulla cartografia IGM Scrimone, dove passa l’acquedotto di Picenze, alimentato dalla sorgente  “fòndë lë rànë” fonte delle rane che si trova a 1095 m. Ad est  segue un crinale stretto dal nome di “castéllë” è riportato sulle carte IGM come Castello. Poco più ad est del crinale di Castello, si trova la mulattiera detta “ju pérë” (nelle cartografia IGM Grotte del Prete), che parte dalla Fonte Vecchia che si trova nella strada fra Villa di Mezzo e San Martino. In questa zona si trovano anche le cosiddette “gròttë d’ju pérë” il nome derivava dalla presenza di alberi di pero. Seguendo la mulattiera del Pero, si giunge a ad un bivio (1072 m) che verso sinistra, porta in direzione del Cerchio, mentre a destra porta verso il  pendio delle “còstë dë brighélla” (Pendio o Coste di Brighella). In cima si trova la “crócë” (1327 m), indicata sulla cartografia IGM come Croce di Picenze, prende il nome dalla croce in ferro che è ben visibile anche dalle tre ville. Dietro la cima, vi è una valletta chiamata “diètrë la crócë”, nella quale sono presenti costruzioni rurali.
Affianco alla cima della Croce, si trova il “colle della murzëtélla” (1299 m), sulle carte IGM denominato Colle Muscio,  ad ovest si trova il “colle del cérchië” (1221 m), sulla cartografia IGM è denominato Colle del Cerchio, così chiamato per la presenza di un recinto risalente al I millennio a.C.

Per raggiungere la cima della Croce o Crocetta da San Martino si sale lungo una vecchia mulattiera che percorre la “vàllë d’ju laghéttë”, così chiamata dalla località “ju laghéttë” una zona sorgentifera a 1000 m ca.  che sulla cartografia IGM  è denominato il Laghetto, erroneamente collocato in comune di Poggio Picenze. Ad ovest della Valle si trovano i pendii della “carëcàra” sulla cartografia IGM è riportato il nome la Calcaia, prende il nome dal sito che era una calcara dove si trovavano le pietre per la calcinazione. Risalendo la valle si raggiunge la “valletta di fórnë”, che si trova dietro la cima della Croce.

Per raggiungere la cima di “còllë rotónnë” Colle Rotondo (1403 m)

Dalla Fonte Vecchia che si trova nella strada fra Villa di Mezzo e San Martino si segue la mulattiera del Pero che si incunea fra i colli del Cerchio e della Morsetella, scende all’alta Valle Fura, per giungere in breve alla valletta coltivata della “màllë vòta” letteralmente valle volta, forse perché girata rispetto all’alta Valle Fura che sulla cartografia IGM  è denominata  Malle Vota.
A nord della Valle Volta, si trova la pianetta della “vaccarèccia” (1288 m) che indicava una località adatta al pascolo delle vacche, caratterizzata dalla presenza di alcune baracche. A pochi metri c’è l’abbeveratoio di “fòndë pidocchiósa” (1251 m) sulla cartografia IGM è denominata Fonte  Pidocchiosa.
Più ad est si trova “l’unnalìcchia” e la “fòndë mònëca” (1275 m) sulle carte IGM è denominata Fonte Monica. A sud della Fonte Monaca, si innalza l’altopiano di Picenze che culmina con il “còllë rotóndë” (1403 m)  sulla cartografia IGM è denominato Colle Rotondo, così chiamato per via della forma tondeggiante. Di fronte si trova una collina (1293 m), che  domina un gruppo di baracche note come le “capannàccë”, dall’appellativo capanna ‘costruzione rurale’. Sulla cartografia IGM è stato attribuito il nome Colle Capannacci.
Fra Colle Rotondo e la cima delle Capannacce, vi è la sorgente di “fòndë padèlla” sulla cartografia IGM è denominata Fonte Pardella. Il nome richiama la padella tipo di cucchiaio, forse usato per raccogliere l’acqua.
A nordovest del Colle Rotondo vi è una piccola dorsale “còllë lònghë” colle lungo (1385 m)  culminante con delle rocce. Dietro vi è la località di “urègnë” (nella cartografia IGM è denominato Colle Oragno) così chiamata perché esposta a nord a borea.

Verso sudest rispetto alla cima di Colle Rotondo si trova “còllë ciàttë” (1337 m). Il nome è composto da colle, e presumibilmente da un soprannome locale; il colle è assente sulle carte IGM.

Fonte

Antonio Sciarretta, Toponomastica dell’Appennino Abruzzese, Picenze (Barisciano)